Rallentamento del commercio estero cinese nel 2011. Dati settoriali delle dogane.  
I dati macroeconomici e delle dogane cinesi di inizio 2012 non consentono di fugare i timori di rallentamento della crescita in Cina che si erano fatti strada lo scorso anno in quanto, rispetto alla crescita record del 10,4% nel 2010, il 2011 ha fatto registrare una crescita del 9,2% e per il 2012 l'FMI prevede una crescita dell'8,25% (lo scorso settembre la previsione 2012 era del 9%).
La spesa al dettaglio (+17% nel 2011) continua a segnalare un forte incremento dei consumi, ma il contestuale rallentamento delle esportazioni verso l'Unione Europea (+14,4%) e gli USA (+14,5%) ha contribuito al netto calo del surplus della bilancia commerciale cinese dal 10,5% del PIL nel 2007 al 4,3% nel 2011, di cui meno del 2% nell'ultimo trimestre dell'anno. Per questo, anche se tutto il mondo guarda con invidia alle riserve valutarie cinesi (come noto, oltre 3.000 miliardi di dollari), non è difficile comprendere come gli aiuti cinesi all'Europa (attraverso l'FMI e l'EFSF, come ha annunciato negli scorsi giorni a Pechino il Premier Wen Jiabao durante l'incontro con il Cancelliere tedesco Angela Merkel e, secondo gli economisti della prestigiosa Accademia Cinese delle Scienze Sociali, per oltre 100 miliardi di euro) siano vitali al sostegno ed alla stabilità della stessa Cina: basti considerare che lo scorso gennaio per la prima vota da due anni sono diminuite in Cina sia le esportazioni (-0,5% sui 12 mesi precedenti) e sia soprattutto le importazioni (-15,3%).
Quanto ai dati delle dogane cinesi, l'interscambio con il resto del mondo è cresciuto nel 2011 del 22,5%, con l'Unione Europea del 18,2%, con l'Italia del 13,6% attestandosi a 51,3 miliardi di dollari e preceduto dalla Germania (169,1 mld., quasi un terzo dell'interscambio totale con l'UE), dall'Olanda (68 mld.), dal Regno Unito (58,7 mld.) e dalla Francia (52,1 mld.). Il dato positivo per l'Italia è che sono aumentate dell'8,2% le importazioni dalla Cina (33,7 mld.) mentre le esportazioni italiane sono cresciute del 25,6% (17,6 mld.) contribuendo quindi a ridurre la forbice che caratterizza i rapporti commerciali bilaterali: nel 2010 il disavanzo con la Cina era del 37,9% sull'interscambio, nel 2011 il 31,4%.
Le categorie merceologiche che l'Italia ha esportato in Cina nel 2011 sono quelle tradizionali, anche se vale notare alcuni scostamenti di rilievo. Tendenze in rallentamento: nel 2010 i macchinari e gli strumenti meccanici pesavano il 41% del nostro totale export in Cina e nel 2011 pesano il 39,3%, anche se sono cresciute del 20%; gli apparati elettrici e di consumo pesavano il 9,2% nel 2010 e nel 2011 pesano per l'8,3% (crescita del 14%). Tendenze in aumento: i prodotti farmaceutici pesavano il 4,3% nel 2010 e nel 2011 pesano il 4,5% (incremento del 31%); la pelletteria pesava il 2,5% nel 2010 e nel 2011 pesa il 3,7% (+81%); l'abbigliamento pesava l'1,9% nel 2010 e pesa il 2,5% nel 2011 (+63%); le calzature sono passate dall'1,5 al 2,2% (+76%); i componenti di autoveicoli dal 2,1% sono passati al 2,7% (+58%); bevande e alcolici dallo 0,4 allo 0,6% (+86%).
14/02/2012
16.02.2012 - Inoltra - Versione stampabile










